Enduro: motori e natura
di Fabio Imperiali
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Esplorare mete difficilmente accessibili e godere appieno del contatto diretto con le bellezze naturali nei luoghi più reconditi e inaccessibili è una propensione che ben si presta a essere vissuta e coltivata sulle due ruote. Lo sa bene chi pratica l'enduro
Girovagare nei boschi, guadare i fiumi, spingersi sulle più impervie vette montane è l'oggetto di una delle discipline motociclistiche più antiche, l'enduro.
Una volta nota come "regolarità", questa specialità oggi sta conoscendo un successo di pubblico e praticanti mai raggiunto prima.
La difficoltà di filmare le gare di enduro, che si svolgono su percorsi lunghi diverse decine di chilometri e difficilmente accessibili, ne limita fortemente la presenza nei palinsesti televisivi e, di conseguenza, le possibilità di seguire le competizioni da parte del grande pubblico.
Malgrado questo grave handicap mediatico, la sempre crescente passione per gli sport estremi ha riportato alla ribalta questo tipo di pratica che richiede fisici robusti, tenacia e una forte dose di coraggio.
Tanto sacrificio viene però abbondantemente ripagato dalle opportunità che questo sport offre ai suoi praticanti, anche fuori dal campo dell'agonismo puro.
Affrontare in moto le vecchie strade interpoderali, prive d'asfalto, alla ricerca di percorsi esplorativi che portano fin sulle cime delle montagne rende possibile vivere la natura laddove essa è sovrana, incontaminata e incontrastata regina di se stessa.
Il servizio continua a pagina 2.


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