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Angelo di carbonio

pubblicato Lunedì 14 Dicembre 2009
di Gary Inman
Angelo di carbonio

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Ruby sono caschi artigianali creati dal francese Jerome Coste, un 38enne dall'aria hendrixiana allevato tra i sedili di una Jaguar XK120 da due genitori hippy. Ecco la sua storia. Da GQ

I motociclisti italiani hanno uno strano rapporto con i loro caschi. Per quanto siate un popolo che viaggia molto spesso su due ruote, voi italiani, agli occhi di un britannico che adora l'Italia e buona parte dei suoi abitanti, date l'impressione di considerare il casco più che altro come un intralcio sul piano dello stile e del look.

Lo mettete, il casco, perché la legge lo prescrive, ma - e questo vale soprattutto per i giovani al di sotto dei 25 anni - manifestate il vostro sprezzo della legge adottando il peggior casco che vi capita a tiro, per poi lasciare sventolare il cinturino slacciato a mo' di orecchie di cocker e riservare all'abbigliamento di sicurezza la stessa insofferenza con cui un prigioniero guarda alle sue catene.

La francese Ruby riuscirà, forse, a farvi cambiare idea. La Ruby ha spinto la progettazione e la produzione di caschi ben al di là della semplice sicurezza e di mode e tendenze passeggere, per creare un casco che si trasforma in vero e proprio feticcio. In apparenza si tratta di un bel casco leggero dal prezzo decisamente ottimistico, così come, in apparenza, una Aston Martin V12 è una bella due-porte. Provate, però, a prendere tra le mani un Ruby Pavillion, lasciate che vi avvolga la testa, e subito vi renderete conto di essere in presenza di un casco straordinario. Ha il potere di convertire gli scettici. Io, perlomeno, mi sono convertito.

Come il telaio di una Ferrari
Ruby è la passione e la vita del francese Jérôme Coste, un trentottenne dall'aria hendrixiana allevato tra i due sedili anteriori di una Jaguar XK120 da due giovani genitori hippy. Quando ci incontriamo, Coste indossa degli stivali Lewis Leathers, ha in tasca le chiavi di una Yamaha SR500, un foulard di seta al collo e, tutt'intorno, una fragranza di fumo di marijuana.

Per quindici anni Coste ha disegnato abbigliamento e accessori destinati agli appassionati di sport estremi, per conto di JT e One Industries, e nel 2000 aveva creato una sua ditta, la Hold Up, con cui aveva cominciato a produrre abbigliamento per cultori di skate, BMX e mountain bike. A un certo punto, però, si è ritrovato con il sedere per terra.

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