L'Eau Serge Lutens
di Carla Bardelli
Sempre all'avanguardia, Serge Lutens ha deciso di rivoluzionare il mondo delle fragranze con un nuovo concetto.
"Il nostro è un mondo troppo profumato, abbiamo le narici continuamente aggredite da un surplus di aromi. Volevo ricreare l'odore del ferro da stiro che passa sulla biancheria, la sensazione di infilarsi una camicia pulita, di spalancare una finestra su un prato a primavera", racconta il creativo, durante un'indimenticabile un'ntervista, organizzata nella più bella sala dell'Atelier di Robert Mallet-Stevens, a Parigi, un luogo simbolo dell'architettura del primo Novecento. Il packaging immacolato, la bottiglia trasparente, totalmente
in rottura con le precedenti fragranze della sua marca di profumi, scuri e carichi di sensualità, hanno portato Lutens ad allontanarsi dal suo "scrigno", la mitica sede dei Salon du Palais Royal Shiseido, per presentarlo. Approdato in questo luogo unico al mondo nel 1992, dopo aver creato per anni il maquillage della marca
giapponese, Lutens ha un passato ricco di esperienze originali. Da parrucchiere a Lille, a 14 anni, a collaboratore di Vogue o Harper's Bazaar negli anni Sessanta,
fino alla direzione creativa del maquillage Dior, passando dalla fotografia e la regia di cortometraggi, non ha mai fermato la propria evoluzione, verso concetti
sempre nuovi.


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vittoria (16/03/2010 ore 22.38)
serge...unicamente strabiliante