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Olga Kurylenko su Vanity Fair

pubblicato Venerdì 22 Febbraio 2008
di Carla Bardelli
Olga Kurylenko su <I>Vanity Fair</I>

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Allora parto dalla domanda inevitabile.
È vero che si sposa?
Ma se non sono neppure fidanzata... Non mi vuole nessuno.

Non mi riferivo a lei. Volevo sapere se riuscirà a mettere la fede al dito di James Bond, come dicono tanti siti Internet.
Lo sapevo che avrei dovuto sbirciare il suo copione, ma sono una persona discreta e adoro Daniel Craig: mi piace da morire, non mi permetterei mai di curiosare tra le sue cose. Se lo dicono sarà vero, ma non posso confermare. Sa, i giornalisti non sono tutti come lei, a volte inventano storie incredibili. Sapesse in Russia quante ne hanno dette sul mio conto, dopo che sono stata scelta per la parte di Camille.

Per esempio?
Che io volevo a tutti i costi fare il medico e mia madre, ex ballerina, mi ha costretto a lasciare la scuola per fare carriera nel mondo della moda. L'hanno descritta come una donna dalle ambizioni smodate, disposta a tutto pur di uscire dalla nostra condizione di povertà in Ucraina.

E invece come sono andate le cose?
Vengo da una famiglia di sole donne, tutte bellissime, mia nonna era medico e mia madre insegnante con una grande passione per la danza classica. Mio padre ci ha lasciate quand'ero piccolissima per un'altra donna. Mia madre è sempre stata esemplare, come mia nonna: in pratica, vivevano per me. È vero, la nostra condizione era estremamente modesta, ma non era certo la dignità che ci mancava. Mia mamma è una donna dall'eleganza innata, cuciva da sola i suoi vestiti e, quando erano vecchi, riutilizzava il tessuto consunto per farmi delle piccole gonne. Di nuovo mi comprava solo le scarpe, in inverno. Sa, fa molto freddo dalle nostre parti.

Quando è cambiata la sua vita?
Avevo 16 anni, eravamo in viaggio a Mosca. In una stazione della metropolitana, un talent scout ci ha fermate e ha chiesto a mia madre il permesso di portarmi a un casting per aspiranti modelle. Da quel momento le decisioni le abbiamo prese in due. Mia madre mi seguiva sempre, ero talmente giovane... Ma la mia volontà di cambiare vita era reale. Io ho voluto fare la modella, perché  intravedevo in quella professione la via per diventare attrice, che è stato da subito il mio vero, grande traguardo. Quello che mi ha fatto sopportare i momenti difficili.

Ce ne sono stati molti?
Non voglio metterla giù dura, però avevo 17 anni quando sono andata a vivere a Parigi. I primi tempi abita vo in un appartamento con altre modelle, ma quasi subito sono andata a stare da sola. Ho lavorato tantissimo, non mi sono risparmiata, ho girato due film da protagonista (L'Annulaire di Diane Bertrand e Hitman, ndr), e anche questa parte da Bond Girl me la sono sudata.

Come si diventa Bond Girl?
Credendo fermamente in se stesse. Non ho avuto paura di fare la solita trafila. Il primo provino per 007  l'ho passato a Parigi, assieme a una folla di candidate. Ho aspettato ore prima di passare. Hanno richiamato il mio agente molte settimane dopo: volevano rivedermi a Londra. Vivo a Parigi, sono salita su un Eurostar, andata e ritorno in giornata. Ho dovuto imparare un'altra parte e anche questa volta mi hanno congedato senza degnarmi di una risposta. Ho cominciato a crederci solo dopo la terza audizione, sempre conscia che non mi avrebbero fatto regali. La conferma è arrivata alle 22 del 24 dicembre.

Leggi l'intera intervista di Carla Bardelli a Olga Kurylenko
su
Vanity Fair, 20 febbraio 2008, n. 8.

Il servizio continua
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