Christina Hendricks su Vanity Fair .3
di Paola Jacobbi
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Prima di diventare attrice, lei ha lavorato come modella, e vissuto a Milano.
Mi sono molto divertita. Dividevo un appartamento con altre quattro ragazze, ci sbronzavamo con il vostro ottiinnamo vino, e cantavamo e ballavamo tra di noi.
Discoteche, feste?
Non sono il tipo. Qualche giorno fa, qui a Los Angeles, sono andata a Les Deux: credevo fosse ancora un semplice ristorante francese, invece è diventato uno di quei club frequentati da Paris Hilton e compagnia. Era pieno di ragazze in minigonna che si guardavano intorno con la faccia imbronciata.
Posti che si frequentano in cerca di un'occasione.
Così almeno si dice.
Non credo. Quelle ragazze cercavano qualcuno che pagasse loro una borsetta nuova in cambio di sesso. O, nella migliore della ipotesi, un marito ricco. Così, almeno, sembrava.
In Italia ha imparato la nostra lingua?
Mi ricordo solo "mucca pazza". Non si parlava d'altro, in quel periodo. Una volta ho sentito due persone di un casting che dicevano "mucca pazza" mentre guardavano la mia foto. Non ho mai capito se parlassero di bovini o proprio di me.
L'intervista dui Paola Jacobbi a Christina Hendricks prosegue su Vanity Fair (n. 51/2008). Foto di Jeff Riedel.


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