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Asia contro Asia

pubblicato Mercoledì 21 Luglio 2010
testo Asia Argento, foto Andreas Sjödin
Asia contro Asia

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Questa volta GQ mi ha chiesto di intervistare me stessa. Devo ammettere che non amo particolarmente essere intervistata. Come diceva Nabokov: «Nessuno dovrebbe chiedermi un'intervista se per "intervista" s'intende una chiacchierata fra due normali esseri umani. In altri tempi ci hanno provato almeno due volte; una volta era presente un registratore, e quando riascoltammo il nastro e io ebbi finito di ridere, mi fu chiaro che mai più in vita mia avrei ripetuto un esercizio del genere».

I giornalisti, le riviste (gli editori) e i lettori pare siano morbosamente affascinati dal lato oscuro dei personaggi pubblici. Per lato oscuro intendo i panni sporchi. Cosa c'è di così affascinante nei maleodoranti retroscena delle vite private dei personaggi pubblici? Perché bisogna assolutamente spiattellare i dettagli intimi della loro sessualità, i divorzi, i tradimenti? Non sarebbe più interessante sapere cosa pensano queste persone quando sono sedute da sole davanti al caffè la mattina? Forse perché le riviste, i giornali, servono a fabbricare illusioni; perché le fantasie sono più interessanti della realtà, il personaggio più fascinoso della persona. O forse perché, come dice mio marito Michele, è confortante sapere che la merda degli altri puzza esattamente come la nostra.
(...)
Qualcuno sa chi sono? Ho paura di no. Forse è colpa di mio padre. Lui è un regista horror. Se fosse qualcun altro a intervistarmi probabilmente avrebbe già sparato la domanda di rito: «Com'è stato crescere con un papà come il tuo»? Sorvoliamo. Vengo da una famiglia di artisti. Il mio destino è stato tracciato e io l'ho percorso allegramente, perché aveva un cuore.
(...)
Oggi è domenica e non giro. Io e mio marito siamo andati alle terme di Salsomaggiore per rilassarci e fare pace dopo una litigata durata qualche giorno. Siamo entrambi gelosi, però forse lui lo è di più.
(...)
Insomma c'è stata un po' di maretta negli ultimi giorni e siamo andati alle terme. L'acqua termale mi fa sentire felice come un feto cullato nel liquido amniotico, trasportata da un enorme ventre: l'acqua trasmette vita ed amore, parole e pensieri... e dopo si torna in camera e si scopa da Dio. Non c'è niente di meglio di una scopata per fare pace.

Il servizio completo su GQ, n. 131, agosto 2010.

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