Racconti erotici: Capelli di Francesca Mazzucato .1
di Francesca Mazzucato
Lì dove le frontiere dei corpi sono carte geografiche che il cuore non conosce c'è Francesca Mazzucato: autrice di 15 libri e considerata la più importante scrittrice "erotic chic" italiana da quando nell'89 esordì per Einaudi con Hot Line (su una donna che vendeva sesso per telefono). La Mazzucato continua a scrivere storie appese a un filo: non più quelle di un desiderio sussurrato ma quelle di un amore che diventa cuore d'inchiostro. Pur scrivendo romanzi e racconti la sua narrativa è più vicina alla poesia: come nel libro dello scorso anno, il Magnificat Marsigliese. Le sue sono sempre storie forti, ma il suo modo di raccontarle è in un certo modo cambiato. A dimostrarlo il nuovo Generazione McDonald's (Marlin Editore, pp. 196, euro 13,50) che ci fa conoscere dall'interno un fenomeno dei nostri giorni - il mondo del fast food, di cui la catena americana detiene una consistente fetta di mercato - raccontando le esperienze di un giovane Holden nell'era fish&(blue)chips. (Gian Paolo Serino, Satisfiction).
Si stacca da Facebook con fatica. Come al solito mai sazia di parole erotiche scambiate in chat digitando con le sue agili falangi. Inserisce foto della sua bocca in vari piani sequenza, il suo collo e l'incavo dei seni appena visibile, profili in penombra, i capelli sul viso che la coprono come un velo voluttuoso. Sbircia annoiata altri profili. Riceve cioccolatini e piccoli oggetti in cristallo come dono virtuale da un cinquantenne che sbava per conoscerla davvero. Arrivano ogni giorno richieste di amicizie a decine. Clicca su conferma ogni volta. Solo se uomini.
La suoneria polifonica di uno dei suoi videofonini invade la stanza con la violenza di un tuono. Stereofonia improvvisa di languori, desideri, quel vuoto da riempire che non la lascia, che le scende lungo la schiena. Impatti da arresto cardiaco, questo vuole. Gioca con cellulari e palmari. Li cambia ogni mese. Li tocca , accarezza in sequenza le forme, le mani sugli schermi, leggera pressione sui tasti. Si stende. Le mani anche sul corpo. Allarga le gambe, si tocca dilatando le labbra carnose della vulva che a volte somiglia a quegli uccelli notturni che ronzano accanto ai punti luce. Violacea, misteriosa. Accanto li ha tutti, ne sceglie uno. È regista perfezionista di masturbazioni videoriprese, quando è soddisfatta spedisce le morbide eccitanti sequenze del suo sesso solleticato dal terzo dito della mano destra seconda falange a numeri di uomini che renderà molto felici. Sconosciuti che su Facebook le hanno dato il cellulare all'istante. Conoscenze utili per lavoro, ex amanti, amanti attuali, amiche che non sgradiscono quel gioco lesbo-voyeristico e ricambiano inviando le loro fichette deliziosamente depilate con un triangolo di peli in cima. Le adora, le chiama "le mie tesore", ma è per gli uomini che crea le scenografie, che si allena. Deve farlo. In vista delle prossime seduzioni. Di appuntamenti da rendere indimenticabili È brava.


Stampa
chiara (09/03/2009 ore 14.31)
scrittura chirurgica e liberatoria come sempre. l'erotismo è visto alla luce del morbo e della solitudine, in una chiave quasi decadente, che però vuole semplicemente essere una visione altra. non triste. il sesso virtuale può essere una grande festa carnascialesca per liberare la mente, sfrenare la sessualità, ma diventa a volte strumento di sfruttamento della solitudine altrui, o virus che corrode la realtà, quasi senza che ce ne si accorga. e questo racconto è qui per comunicarlo.