Eros scomposto
Roberta Lippi
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Le donne sono, per loro natura, esseri scomposti: menti veloci, personalità multiple, interpreti di ruoli diversi, madri, casalinghe, compagne, amanti, amiche. Ed è proprio dall'universo femminile che prende ispirazione Vania Elettra Tam, un'artista di Como che MenStyle ha deciso di incontrare.
Cosa significa scomporre un corpo? Cosa cerchi dietro a quei tagli?
Nella serie di dipinti che ho realizzato del 2004 intitolata "Mi ricompongo...", le donne da me dipinte non si stanno smontando ma rimontando ed i tagli non sono ferite, ma giunture, come quelle delle bambole, per intenderci.
Volevo rappresentare la fragilità che si cela dietro ad un'immagine apparentemente perfetta. Le mie donne-manichino ogni mattina, al risveglio, raccolgono i pezzi del proprio corpo e li rimettono a posto, avvitandosi il braccio alla spalla, la testa sul collo, il piede alla caviglia. A volte mi sono divertita a ricomporle in maniera scombinata assemblando parti di corpi di razze differenti, altre avvitando seni da maggiorata, altre ancora mischiando il corpo maschile a quello femminile. Nulla di così lontano dalla realtà, no?
E l'amicizia femminile, è erotica?
Nel 2005 avevo realizzato una serie di dipinti dedicati alla duplicazione. Quelle che sembrano giocare in maniera maliziosa fra loro non sono più persone, ma la rappresentazione delle varie sfaccettature della personalità di un unico individuo. Quindi quando ho dipinto fino a 6 donne sedute in un salotto che chiacchierano amichevolmente fra loro, ho in realtà dipinto un'unica persona duplicata più volte, ciò sta a sottolineare, ancora una volta, quanto comunque ognuno di noi sia profondamente solo e possa sempre e solo contare su se stesso.
E gli uomini, dove sono?
Quasi tutte le mie opere sono autoritratti, per questo motivo vi sono rappresentate solo donne. Gli uomini non si vedono, ma ci sono sempre. Non c'è opera che non sia scaturita da una relazione con essi.
La tua "casalinga" ha un erotismo particolare. Credi sia un ruolo sensuale tout court?
In realtà l'erotismo l'ho dipinto intenzionalmente solo in una delle opere della serie delle casalinghe e l'avevo realizzata in occasione della mostra Sex Toys svoltasi alla Wannabe Gallery di Milano. In quel caso dovevo necessariamente interpretare il tema, quindi avevo immaginato la mia casalinga sola in casa in preda ad un impulso irrefrenabile. Il risultato è l'opera intitolata "Chi fa da sé fa per tre". Probabilmente anche in altre opere della serie delle casalinghe c'è una componente erotica ma sinceramente è affiorata in maniera inconsapevole, in realtà ciò che volevo rappresentare era il desiderio di evasione dalla solitudine e dalla quotidianità. Rappresento donne che svolgono i lavori domestici e che con la fantasia vagano e si trasformano in dee o dive, sante o peccatrici, popolane o regine.
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Grammy (17/06/2009 ore 9.05)
Le opere di Vania Elettra Tam sono sempre molto incisive, mai banali. Davvero un'artista apprezzabile!