Elisabetta Canalis su Vanity Fair .2
di Giovanni Audiffredi
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È abituata anche ai pettegolezzi. Sul suo conto ne gira uno particolarmente infamante: quello della droga.
Mi dispiace che anche lei lo tiri fuori. Chi mette in circolazione queste falsità, evidentemente, è riuscito nel suo obiettivo. Non ho mai fatto uso di droga, non mi sono mai fatta nemmeno una canna. Ma nell'ambiente dello spettacolo basta non rispondere al telefono a qualche potente perché e la facciano pagare cara.
E niente funziona meglio di uno squallido pettegolezzo.
Che rapporto ha con il sesso?
Mi voglio godere le cose al massimo.
Visto che siamo in argomento: dicono di lei che ha l'occhio clinico. Che le basta uno sguardo per capire se un uomo ha un potenziale amatorio - come dire? - sopra la media. Come fa?
Guardo il collo e le spalle. Preferisco gli uomini leggermente sovrappeso. Non mi è mai capitato di sbagliarmi. E visto che non ho mai avuto storie di una notte, vuol dire che si sono trovati bene anche loro.
L'intervista di Giovanni Audiffredi a Elisabetta Canalis prosegue su Vanity Fair (n. 46/2008).



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