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Pollice verde nel cuore della città

pubblicato Mercoledì 02 Settembre 2009
Pollice verde nel cuore della città

C'è poi la questione ecologica, ovvero "il desiderio di vivere in una dimensione più naturale", come sostiene Francesco, 25 anni, che coltiva il suo orto con un gruppo di amici. Grigliate, feste e pic nic, poi, rendono la vita in "campagna" ancora più attraente: volete mettere una giornata di relax nel proprio orto a confronto con la calura pomeridiana in città?

E' proprio sul desiderio di evasione e sulla passione per la natura che l'architetto e urbanista Claudio Cristofani ha costruito il suo business, dando in affitto ben 130 orti in via Chiodi a Milano. Partito quasi per scommessa cinque anni fa, ora gestisce una lista d'attesa di 85 persone, tutte desiderose di affittare un pezzo di terra: l'offerta in città, nonostante altre iniziative comunali simili nel recente passato, è davvero al minimo.

Se in Italia le municipalità non sembrano aver sviluppato grande sensibilità sull'argomento, all'estero il panorama cambia: Londra, per esempio, ha in programma il finanziamento di ben oltre 2012 orti urbani entro il 2012, anno in cui nella città della regina Elisabetta si svolgeranno i Giochi Olimpici. A Lussemburgo, invece, c'è la sede di Office International du Coin de Terre e des Jiardins Familiaux, l'unica federazione a livello europeo che ne promuove la diffusione e lo sviluppo. A New York, infine, ci pensa Green Thumb (letteralmente Pollice Verde) a risanare zone periferiche, spesso degradate, riconvertendole in orti cittadini.

Siamo davvero sicuri, però, che la scelta di coltivare un piccolo orto non sia dettata dalla moda? Il sospetto c'è, poiché, come sostiene Cristofani, "da sempre esiste la possibilità di coltivare pomodori e insalate in città ma forse oggi, complice la crisi economica che ha portato alla riscoperta di alcuni valori, sembra essersi risvegliato un forte desiderio di vivere a contatto con la natura e in modo più sano".

Qualcuno potrebbe notare un atteggiamento snob nel desiderio di affittare un pezzo di terra (come è accaduto alla cucina macrobiotica in passato, tanto per fare un esempio) e considerare che, in effetti, con l'inaugurazione di un orto alla Casa Bianca (tanto voluto da Miss Obama all'indomani delle elezioni presidenziali), sembra essere diventato molto chic farsi fotografare con una piccola vanga in giardino. Ma, in fondo, è il risultato quello che conta.

Oltre ad essere un hobby divertente, infatti, l'orto urbano è anche lo strumento più semplice per sensibilizzare le persone alla logica ecofriendly del chilometro zero: prodotti di qualità e più saporiti ("io sono sicuro che il mio pomodoro è migliore di quello del supermercato", sostiene, per esempio, Luca), zero inquinamento e, the last but not the least, un notevole risparmio economico.

Il servizio continua
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