Martyn Bal
di Alan Prada
Ha lanciato il proprio marchio da quattro stagioni, dopo un "training" durato poco meno di dieci anni: assistente di Hedi Slimane fin dalla prima collezione "Solitaire" dell'autunno/inverno 2001-02 di Dior Homme, poi creative director di Verri Uomo, consulente per Versace e design director per Burberry Prorsum.
Martyn Bal, 33 anni, olandese, disegna capi che hanno una sensibilità romantica, un interesse per la purezza dei tagli e un equilibrio tra proporzioni fluide e volumi definiti. "Studio una silhouette che sia morbida e costruita allo stesso tempo, partendo da una base molto grafica. Preferisco utilizzare materiali preziosi, solidi, ma soffici al tatto, come lane pesanti e twill di cotone elasticizzato", spiega. Come modello di riferimento ha scelto il cantautore svedese Erik Hassle, per interpretare i capi della collezione estiva. "Lui ha una vera doppia natura: quella da duro tatuato dell'East London, e quella di un'anima estremamente sensibile, come si intuisce dalla sua musica. Cerco sempre la dualità e la applico anche alla mia moda, dove contraddizioni estetiche apparenti si completano in un'unione spontanea". Una strategia interessante per un brand così giovane, ma molto attento alle dinamiche della comunicazione. "Stiamo pensando a una presentazione o a una sfilata. Ma per il momento mi piace l'idea di parlare sottovoce ed essere scoperto senza bruciare le tappe. È un periodo competitivo e non c'è spazio per visioni confuse".
(in alto, Erik Hassle in Martyn Bal S/S 10. A sinistra, il designer. Foto Richard Stowe)
Da L'Uomo Vogue, gennaio 2009.
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