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James Morrison, musica e strada

pubblicato Giovedì 22 Ottobre 2009
Carlo Mandelli
James Morrison, musica e strada

Voce, chitarra e svariati milioni di copie vendute. Con il suo ultimo album pubblicato, Songs for you, truths for me, dello scorso anno, James Morrison, giovane cantautore dalla terra d'Albione, ha definitivamente occupato il suo posto di prestigio sugli spalti della  discografia internazionale, passando dalla posizione di astro nascente della canzone inglese a protagonista, o quasi, della scena.

Ora, con qualche cambiamento nella musica che lo ha accompagnato dagli esordi a oggi, il figliol prodigo della canzone d'autore in salsa britannica arriva in Italia per due date dal vivo. A qualche giorno dal suo passaggio in tour da queste parti, noi gli abbiamo chiesto di tirare qualche somma di una recente ma fortunata carriera cominciata all'insegna di un singolo tormentone e stra-programmato, You Give Me Something.

''Anche dopo il mio secondo album,'' - ha raccontato Morrison, intercettato al telefono prima della partenza di una nuova serie di date live, ''continuo a seguire la musica che amavo prima, quella pop così come il buon rock. Con il passare del tempo sto cercando di concentrarmi sempre di più sull'importanza delle parole. Dopo You Give Me Something, qualcosa nel mio modo di pensare alla musica è cambiato. Riascoltando ora quello che ho scritto solo qualche anno fa, sento una musica giovane, quella che poteva rappresentare un primo passo, ancora da sviluppare. Negli ultimi anni ho cercato di migliorarmi sotto vari aspetti''.

La popolarità, per il giovane James che nel frattempo non si è fatto mancare una collaborazione con Nelly Furtando con  la quale ha duettato sulle note di Broken strings, così come l'apertura del tour di reunion dei Take That, è arrivata all'improvviso sulle note di un singolo, il tormentone radiofonico You Give Me Something, oltre che con l'intero album di debutto, Undiscovered, con tanto dei suoi bei milioni di copie vendute e della presenza nelle classifiche europee ed estere per diverse settimane ininterrottamente.

''Ho cercato di non pensare alla popolarità in crescita. Mi è stata data la possibilità di scrivere e pubblicare la mia musica, di farla conoscere ad un largo pubblico e non mi sono tirato indietro già con il primo lavoro in studio. Il rischio, altrimenti, avrebbe potuto essere quello di presentarsi alla realizzazione di un lavoro successivo schiacciato dalla pressione della popolarità''.

Sul fronte del live, nei prossimi giorni il buon James ripartirà per una lunga serie di date per conto proprio e che lo porteranno anche su due palchi italiani.

''Durante i miei concerti si respirano atmosfere anche molto diverse tra loro: un pezzo del mio live può essere inteso come uno show di rock'n'roll, poi c'è la parte dello spettacolo fatto di suoni tranquilli, quelli necessari perché il pubblico si possa trovare nelle condizioni adatte ad ascoltare bene quello che ho da dire anche attraverso le parole dei miei testi. Anche il pubblico che mi segue è cambiato un po' dall'inizio: si, è vero, ci sono sempre molte ragazze e ragazzine, ma adesso non ci sono più solamente loro''.

Prima di raggiungere un contratto discografico e conoscere la meritata popolarità, Morrison è passato anche dalla carriera di busker, ovvero ha fatto il musicista di strada, che all'estero, va detto, è molto diverso dall'idea di musicista di strada che si ha in Italia: a Londra, per esempio, ci sono spazi ben precisi, un registro dei musicisti e addirittura un festival dedicato.

''Dai tempi in cui suonavo per strada sembra essere passato molto tempo, ma in realtà non è così. Quel periodo è stato fondamentale tanto per me quanto per il modo di fare musica che ho oggi. Ogni tanto mi capita ancora di suonare per strada''. (Lo si è visto anche a Birmingham qualche tempo fa, per un concerto improvvisato a favore della scena musicale alternativa cittadina, ndr).

Morrison e la sua inseparabile chitarra passano dall'Italia a fine mese, prima all'Estragon di Bologna (mercoledì 28 ottobre) e poi all'Alcatraz di Milano (il 29).

 
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