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Sparate sul DJ

pubblicato Venerdì 29 Gennaio 2010
Emiliano Colasanti
Sparate sul DJ

Se c'è una categoria, tra le tante, che dovrebbe innalzare un monumento a Steve Jobs è sicuramente quella degli editori musicali.

Da quando l'avvento e la repentina affermazione dell'iPod hanno sconvolto e cambiato per sempre il modo di fruire e rapportarsi alla musica, sono all'ordine del giorno le pubblicazioni dedicate a mettere in fila listone di canzoni. Il gioco è molto semplice e senza troppe sovrastrutture: ''Leggi, clicchi, e scarichi''.

Delle vere e proprie guide al download di canzoni provenienti da ogni epoca e genere. Un ritorno in versione 2.0 alla musica com'era prima degli anni '60: quando il concetto di album non era ancora maggioritario e tutto veniva concepito e pensato solo in funzione del singolo.

Chi scrive non è un grande fan dei libri raccogli/racconta playlist, ma c'è un'eccezione che merita davvero di essere raccontata.

Hang The DJ. An alternative book of music lists, recentemente tradotto e pubblicato in Italia da Arcana col titolo di: Sparate sul DJ, cerca infatti di alzare un po' il livello. A scegliere, selezionare e raccontare canzoni, ci sono infatti alcuni tra i migliori giornalisti musicali, scrittori e musicisti su piazza.

Da Ali Smith a Jonathan Lethem, passando per Rick Moody, Michel Faber, David Peace, DBC Pierre e i soliti Nick Kent, Simon Reynolds e Jon Savage (tra gli altri). Non solo: ogni playlist fa capo a un tema. Ci sono le canzoni del terrore, quelle di amore non corrisposto, quelle che durano meno di due minuti, i dissing, quelle scritte solo da musicisti con i baffi... C'è addirittura una lista di brani che parlano di polli.

Niente in grado di cambiarvi la vita, ma l'ideale per passare delle ore di puro intrattenimento e scoprire cose nuove. Come le dieci versioni del classicone soul I put a Spell On You,scelte da John Burnside, tra le quali spicca questa cover, acidissima, dei Creedence Clearwater Revival.

Un modo per nulla noioso di approcciarsi alla materia musicale. Con buona pace di Steve Jobs e della memoria del vostro iPod.

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Flying Lotus, L.A.

 
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