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Sanremo story

pubblicato Venerdì 12 Febbraio 2010
di Luca Pollini
Sanremo story

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Il Festival compie 60 anni. Abbiamo ripercorso, decennio per decennio, la sua storia e messo in luce i suoi cambiamenti che, a ben guardare, rispecchiano quelli del nostro Paese

Sanremo è il "grande evento" necessario e prestigioso, che riassume le trasformazioni del nostro Paese, le sue inerzie, le sue sedimentazioni culturali, sociali e politiche. In Italia la musica leggera è un bene di consumo popolare che, come pochi altri, riflette l'immagine che una società vuol dare di sé. Insomma, in un certo senso, il Festival è " specchio dell'Italia". Ogni anno dal suo palcoscenico si capisce lo stato del Paese, sotto tutti i punti di vista: sociale, politico, economico. Le coordinate le offrono le canzoni, i presentatori, le vallette, gli ospiti, l'arredamento, i vestiti. Tutto. 

Anni Cinquanta - Gli inizi
Nei primi anni Cinquanta, quando l'Italia sta ancora cercando di rialzarsi dalla Guerra, la canzone italiana vive uno dei suoi momenti difficili: la maggioranza della popolazione, che ancora parla solo dialetto, non comprende a fondo i significati dei testi delle canzoni e, dall'estero, arrivano i ritmi latino-americani. Balli come la rumba e la samba invadono le balere e fanno concorrenza al nostro liscio. 

Durante l'estate del 1950, in una Sanremo ancora mal ridotta dalla guerra, s'incontrano Pier Bussetti, gestore del Casinò, e Giulio Razzi, maestro dell'Orchestra della Rai. I due hanno la passione per la canzone italiana e decidono di organizzare, subito dopo le feste natalizie, un festival dove presentare brani inediti. E così, il 29 gennaio 1951, si svolge la prima edizione del Festival di Sanremo. A presentarlo è Nunzio Filogamo, che saluta il pubblico radiofonico (la radio trasmette in diretta la manifestazione, la tv ancora non c'è) con una frase che diventa proverbiale: "Cari amici vicini e lontani, buonasera". La prima vincitrice della storia fu Nilla Pizzi con Grazie dei fior. Il disco della Pizzi vende oltre 36mila copie, la gente fischietta le canzoni proposte, i cantanti diventano famosi.

Il Festival ha riscontrato un successo oltre le più rosee previsioni e, così, l'anno dopo si replica. Vince ancora Nilla Pizzi con Vola colomba, che diventa subito canzone-simbolo tra gli emigranti che vanno a cercare fortuna oltreoceano. In questa edizione già si registra il primo "scandalo": il testo della canzone Papaveri e papere è considerato offensivo verso la classe politica, definita "troppo alta e intoccabile" dalla gente comune, fuor di metafora i paperi. 

Se Nilla Pizzi è la "regina" di Sanremo, Claudio Villa, vincitore a 29 anni, è il "reuccio", ma il vero personaggio simbolo del decennio è Domenico Modugno che si aggiudica due edizioni consecutive con brani che diventano pietre miliari della storia della nostra canzone: Nel blu dipinto di blu (passata alla storia come Volare) salutata con ovazione e sventolio di fazzoletti dalla platea, e Piove (famosa come Ciao ciao bambina...). Modugno sul palco spalanca le braccia e invita tutti a "volare": la gente lo segue e l'Italia della canzone cambia; soprattutto perché sono cominciate le trasmissioni televisive (1954) e il Festival, oltre che ascoltare, ora si di può anche guardare. Comincia così la lenta trasformazione dei cantanti in divi. (segue)

In foto Domenico Modugno, Corbis Images

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