L'electro pop degli Hurts
di Stefania Cubello
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A guardarli, con quell'immagine così stilosa alla Helmut Newton, i video in rigoroso black & white che potrebbero portare la firma di Anton Corbijn e rimandano al cinema esistenzialista francese dei '60, il sound che assorbe il meglio della stagione electro-pop, brumosa e decadente, sviluppatasi in area Joy Division & sons, fanno pensare a un prodotto di marketing ben studiato a tavolino. Ma non è così, assicurano gli Hurts.
Il duo, che arriva proprio dalla città di Ian Curtis -"ma oggi non è certo più quella Manchester raccontata da Anton Corbijn attraverso Control, la biopic dedicata al leader dei Joy Division" dice Theo Hutchcraft, il vocalist della band che si completa con Adam Anderson, l'altra metà, alle tastiere - da settimane è sulla bocca, e negli airplay radiofonici di tutt'Europa con il brano Better than love.
Ancora una volta il sondaggio BBC Sound of 2010 ha avuto fiuto nel votare gli Hurts tra i fenomeni dell'anno, nonostante il debutto vero e proprio avverrà solo il 7 settembre con l'album Happiness (Sony). "Si è creato un certo mistero intorno a noi, complice la stampa inglese. Ma non c'è niente di oscuro nella nostra storia. Con Adam ci siamo conosciuti in un pub a Manchester, quattro anni fa. Eravamo in due gruppi di amici comuni, fra i quali dopo un po' è scoppiata una rissa. Io e Adam non ci siamo fatti coinvolgere, è stata invece l'occasione per metterci a parlare di musica e scoprire interessi comuni" racconta Theo a GQ.com, intervistato in Germania, in una delle tappe del tour europeo che porterà gli Hurts in Italia, a Milano il 24 ottobre.
(segue)



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