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Coppa America: la storia

pubblicato Giovedì 04 Febbraio 2010
di Bruno Cianci
Coppa America: la storia

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Nel 1851 una goletta statunitense attraversò l'Atlantico per sfidare una flotta di yacht britannici attorno all'isola di Wight, nell'Inghilterra meridionale. America, questo il nome dell'agile imbarcazione a due alberi armata dal New York Yacht Club, ebbe la meglio. Fu così che la Coppa delle 100 Ghinee divenne America's Cup, dal nome del primo scafo che si aggiudicò la "Brocca d'Argento". La coppa fu donata al circolo newyorchese: un documento noto come Deed of Gift ("Atto di donazione") stabilì che il trofeo sarebbe stato messo ripetutamente in palio e conteso tra un difensore e uno sfidante; l'America's Cup divenne una competizione in cui il detentore detta le regole del gioco.

La prima sfida fu lanciata nel 1870 da un gentiluomo britannico, James Ashbury, il quale si dovette arrendere a una flotta a stelle e strisce. L'edizione dell'anno dopo vide la comparsa delle prime controversie legali, le stesse che avvelenano l'evento sportivo più antico in assoluto ai giorni nostri. Ashbury se ne tornò a casa amareggiato per il comportamento poco limpido dei detentori. Poco o nulla cambiò nelle edizioni successive: il XIX secolo si chiuse con dieci sfide all'attivo, tutte risoltesi a favore degli americani. Nel 1899 lo sfidante fu un personaggio pittoresco: sir Thomas Lipton, il re del tè (ma noto come "droghiere del re"), armatore di Shamrock. Perdette cinque volte in 31 anni, guadagnandosi la nomea di "perdente di successo". L'ultima sfida di Lipton (1930) fu la prima con i J-Class, le barche più maestose e spettacolari mai viste alla Coppa America. L'austerità che seguì alla seconda guerra mondiale segnò la fine dei "J" e dal 1958 si regatò con i 12 metri S.I. (stazza internazionale). (L'articolo prosegue a pag. 2)

(Foto © Corbis)

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