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Alberto Schiavon, snowboarder di Madonna di Campiglio, è reduce da un terzo posto agli X-Games di Aspen, l'evento per eccellenza degli sport estremi. "Sono rimasto senza parole, non me l'aspettavo neanche io", racconta Alberto. "Negli Stati Uniti, gli X Games sono quasi come il SuperBowl: una manifestazione impressionante".
E già solo arrivarci è una vittoria...
Sì, perché è una gara a inviti, non è aperta. E vengono invitati di anno in anno i migliori 12 atleti di ogni disciplina. E gli ulteriori 15-18 posti vengono assegnati in base ai risultati delle ultime gare, al ranking mondiale... Così si forma un gruppo di 30 atleti per ogni disciplina. C'è la motoslitta, il motocross, lo sci e le sue varie diramazioni.
Tu eri l'unico italiano invitato?
Sì, l'unico di tutte le discipline. Venivo da una brutta caduta, avevo picchiato la testa e perso la memoria, ma sono riuscito ad andare bene lo stesso.
Questo bronzo ti avrà dato una bella carica per Vancouver...
Quella medaglia l'ho portata a casa ed è un fatto. Adesso vediamo se alle Olimpiadi riusciamo a prenderne un'altra... Non voglio pormi un obiettivo preciso, vado lì e vediamo come va. La forma c'è e l'ho dimostrato.
La tua specialità è lo snowboardcross. In che cosa differisce dal più conosciuto halfpipe?
L'halfpipe è molto spettacolare, perché è acrobatico, ma è più complicato da capire per gli spettatori, che spesso non sono in grado di valutare le figure che gli atleti realizzano in aria. C'è una giuria che assegna i voti a seconda della difficoltà della figura. Invece, nello snowboardcross siamo in quattro (o sei negli X-Games, che però è una gara unica al mondo) e il primo che arriva in fondo e taglia il traguardo si qualifica per il turno successivo. È un meccanismo semplice, immediato: passa il più veloce. È un po' come la differenza tra pattinaggio di figura e di velocità. (segue)



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