Chris Sharma: il ragno on the rocks
di Valentina Pezzoni per GQ, luglio 2010
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GQ ha incontrato Chris Sharma, il climber più famoso del mondo. 29 anni, californiano di Santa Cruz, star del Team Sector, le sue imprese sono conosciute come le più estreme mai tentate. È in grado di scalare pareti rocciose lisce come il vetro. Ha sfidato mari e monti viaggiando in tutto il pianeta alla ricerca del muro più indomabile. Dal Jumbo Love in California, a Es Pontas in Spagna, ovvero dalla madrepatria alla terra adottiva, la sua priorità è sfidare la natura. Finora ha sempre vinto, ma l'arrampicata è una roulette russa. Forse il segreto della sua bravura sta nella somiglianza con la materia. Chris è una roccia: fisicamente forte, spiritualmente imperturbabile.
Un americano che parla inglese con accento spagnolo, c'è un posto in cui puoi dire di sentirti a casa?
Per dieci anni ho viaggiato, esplorando le montagne dell'India, Francia, Spagna. Poi mi sono fermato, ho comprato casa in Spagna. Ora vivo a 10 minuti dal posto dove vado ad arrampicare, nella natura. Ho trovato un buon equilibrio tra vita di casa e attività sportiva. Sono nato a Santa Cruz, in California, lì non è facile trovare un buon muro di roccia, infatti ho iniziato in una palestra attrezzata.
Quindi per te l'arrampicata è uno sport?
No, è molto di più, è uno stile di vita. Stare a contatto con la natura significa anche rispettarla e apprezzarla nella sua bellezza. Arrampicare è un'attività che può veramente cambiare la tua percezione del mondo. E poi, ogni montagna è differente. Non è come nel basket o nel tennis, dove puoi giocare in ogni parte del mondo sullo stesso tipo di campo. Nel climbing trovi scenari sempre diversi, per questo è importante viaggiare.
Hai parlato di bellezza in uno sport dove conta molto la tecnica.
Si, infatti c'è la difficoltà atletica, ma non è solo quello. Il climbing è qualcosa di molto personale, bisogna essere motivati ed ispirati. Sono sempre alla ricerca della parete più difficile del mondo ma anche della più bella. Per me è veramente un processo creativo. La parete più intrigante è quella che unisce difficoltà e bellezza. È uno sport in cui conta molto la qualità, piuttosto che la quantità.
L'intuizione gioca un ruolo importante nell'arrampicata?
Si ma bisogna distinguere dove il tuo corpo vuole andare e dove invece dovresti andare. Devo prima analizzare la roccia e vedere dove il mio fisico può dare il massimo. Posso passare anche un anno a cercare la roccia che mi piace di più. (segue)



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