Alex Zanardi: ''Valentino corre per vincere''
di Alberto del Giudice
GUARDA IL VIDEO DI VALENTINO ROSSI E ALEX ZANARDI
A LAGUNA SECA
Alex Zanardi, Valentino Rossi e il cavatappi di Laguna Seca. Per i due piloti italiani, in momenti diversi, il circuito californiano ha segnato una svolta nella loro carriera. Il momento magico in cui con un pizzico di incoscienza, tanta audacia e molta intelligenza (l'intelligenza che appartiene solo ai campioni), entrambi compirono un sorpasso entrato nella storia, su quella stessa curva, chiamata corkscrew (cavatappi). Quella dove "i conigli" non osano mai superare, quella dove ''i galli'', che ci provano, ci lasciano le penne, quella dove, solo ai fuoriclasse riesce l'impresa.
Allora Alex Zanardi era un pilota 30enne, con una buona esperienza in Formula Uno alle spalle, ma ancora determinato a imprimere una svolta alla sua carriera, mettendosi alla prova nei campionati statunitensi. E la svolta arrivò proprio in California nel 1996, quando all'ultimo giro del campionato CART superò il favorito Bryan Herta, con una manovra tanto spericolata, quanto spettacolare. Grazie a quell'impresa, Zanardi vinse il titolo di Rookie of the year, e tutti scoprirono così un nuovo campione.
Valentino Rossi, invece, era già affermato. Nel 2008 Rossi e Casey Stoner, in California, intrapresero un duello avvincente, fino a quel sorpasso nel cavatappi, grazie al quale Valentino passò Casey, e fece letteralmente mangiare la polvere al pilota australiano, finito fuoripista.
"Vidi quella gara di Valentino e mi emozionai tantissimo", ci racconta Alex Zanardi. "Al punto", aggiunge, "che nelle ore successive non riuscii a prendere sonno, tanta era la tensione accumulata davanti alla tv. Cosa che di solito mi capita solo quando sono io, a correre.... Fu una gara fantastica e Valentino fece l'intera corsa all'altezza di quel sorpasso. Senza togliere nulla alla bravura di Casey, che tra l'altro in quel momento della sua carriera aveva tutte la carte per vincere. Ma Valentino aveva un asso vincente nella manica: l'ostinazione".
Che cosa passò, invece, nella sua mente quando decise di sorpassare Bryan Herta proprio nel cavatappi?
"Stavo pensando a quel sorpasso da diversi giri. Aspettavo un errore di Bryan, che però non arrivava. Così ritenni che quella fosse l'ultima chance e sfruttati in un certo senso l'effetto sorpresa. Chi ti sta davanti, all'ultimo giro, per di più in quel punto, ormai sente di avere la vittoria in pugno. Così approfittando del suo momento di rilassamento, di sicuro inconscio, sono riuscito a incollarmi a lui, e quindi superarlo. Durante il sorpasso sono anche finito fuori pista (guardate il video), ho spalancato gli occhi e mi sono visto il muro davanti, ma poi è andato tutto bene. Secondo me il pubblico si deve essere divertito eccome a vedere in tv l'intera manovra".
Che cosa si aspetta da Valentino domenica sera
a Laguna Seca?
"Valentino domenica sarà competitivo: ha voluto anticipare il suo rientro domenica scorsa, proprio perché voleva correre in modo competitivo a Laguna Seca. In Germania non gli importava vincere, ma qui sì, eccome. Magari mi sbaglio, ma sono convinto che nella sua testa lui da settimane si è messo in mente di vincere questo MotoGP, il più spettacolare di tutto il Mondiale. Un Valentino al 100 per cento a Laguna Seca è l'avversario più temibile che ci sia. Sì, sono sicuro, Vale è convinto di vincere. E, ora che ne parliamo, mi fai ricordare una cosa: nel 1996 fui invitato a una festa di fine anno organizzata dalla Clinica Mobile, l'ospedale da campo che segue tutte le gare. Arrivò anche Valentino, allora era ancora un ragazzino al suo esordio nella 125. Mi si avvicinò e mi chiese con quel suo accento marchigiano: ''Ma dimmi un po', come hai fatto a passare con la macchina nel cavatappi, se io ci ho provato con la moto e non ci sono riuscito?". Insomma, forse quel sorpasso su Stoner nel 2008, lo rimuginava da tempo.
Di Alberto del Giudice

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