Valentino Rossi, il veterano
di Gary Inman e Michele Lupi - Foto James Mollison
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Valentino Rossi, 31 anni, 9 titoli mondiali vinti in tutte le categorie, dall'esordio in 125 ad oggi, da 10 anni ai vertici di uno sport che non perdona, racconta dalle pagine di GQ - che gli dedica la copertina in edicola dal 1° ottobre - il suo ultimo incidente, le verità che stanno dietro alle parole dei suoi colleghi, il prossimo passaggio alla Ducati, ma soprattutto, per la prima volta, detta le regole per la sua MotoGp ideale. In particolare la copertina lo ritrae a gamba scoperta, dove si possono vedere le ferite causate dalla brutta caduta al Mugello.
Ecco l'anticipazione dell'intervista che leggerete sul numero
di GQ di ottobre.
Da quando ti sei ferito, sembra che Stoner e Lorenzo abbiano finalmente trovato il coraggio di dire quel che pensano di te davvero.
Sì, e mi fa piacere. Quando sei ferito e cominci a perdere sangue, i più giovani si sentono immediatamente più forti e pensano di poterti sbranare: è come nella giungla. Però mi piace. È giusto così. All'inizio, Lorenzo, come Stoner, diceva: "Ah, Valentino era il mio eroe, quando ero piccolo", ma non è vero. Sono tutte palle. Io sono solo un ostacolo, un bersaglio. Come Biaggi lo era per me. Quando due persone lottano per lo stesso obiettivo, è normale che si odino a vicenda. Chi lo nega, mente. Non dico un odio omicida, ma violento sì. Perciò mi fa piacere che Stoner e Lorenzo dicano veramente quello che pensano di me. Perché è la verità.
Abbiamo guardato la corsa del Mugello e, quando Lorenzo davanti alle telecamere ti ha augurato di guarire presto, siamo rimasti a bocca aperta. Tu che cosa ne pensi?
Che falso....



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Davide Mennella (05/10/2010 ore 23.16)
non si possono commentare le parole di Valentino Rossi perchè comunica come corre in moto..... da fuori classe!